Ibiza Masterclass (versione estesa)

scritto da Torquemada
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Testo: Ibiza Masterclass (versione estesa)
di Torquemada

Estratto dal libro umoristico e satirico "La Fama e la Ricchezza" di Eugenio Flajani Galli, disponibile da Amazon, Google Play/Google Books, Mondadori, Feltrinelli, IBS e tantissimi altri store!

All’apice del successo come influencer e love coach, Chanel Cazzaniga, che insegnava alle donne single come fare per conoscere uomini facoltosi facilmente e rapidamente, ideò e organizzò una masterclass di seduzione realizzata attraverso un viaggio-evento a Ibiza. Ovviamente era molto di più di una semplice vacanza di una settimana a Ibiza dal momento che il pacchetto comprendeva anche la masterclass, pubblicizzata come “Un indimenticabile e instagrammabilissimo trip in cui passerai una vibrante brat summer così cool e trendy che posterai only good vibes!”. Il nobile obiettivo didattico consisteva nel “Conoscere un uomo ricco per farsi mantenere a vita o quantomeno per ottenere soldi o altri regali - teoria e pratica”.
A riguardo, la prof.ssa Cazzaniga decise che tutto il gruppo, lei compresa, si sarebbe dovuto recare in discoteca quantomeno ogni sera e ogni pomeriggio del loro soggiorno, variando il più possibile le discoteche e le serate – previa esclusione di quelle considerate da poveri, e cioè il cui prezzo di ingresso era inferiore a 50€ – al fine di poter conoscere più uomini ricchi possibili. Particolare importanza veniva data alle pubbliche relazioni con le pubbliche relazioni, ovvero al farsi amici i PR al fine di farsi introdurre nei privè e quindi farsi presentare i clienti più danarosi. Una funzionalità similare a quella dell’agenzia delle entrate era altresì ravvisabile nei camerieri e nei pusher dal momento che ai primi era utile chiedergli quanto quei tali clienti avessero speso in bottiglie, e ai secondi quanto essi avessero speso in stupefacenti, al fine di inferirne la relativa disponibilità economica. Ma la scrupolosità della prof.ssa Cazzaniga si spingeva fino al preoccuparsi di illustrare quali fossero i posti migliori di un locale per poter abbordare i polli da spennare, anche laddove malauguratamente non fosse possibile l’accesso al privè: infatti, nei locali siti sul molo del porto di Ibiza, in cui i clienti più danarosi attraccavano direttamente lo yacht e poi entravano dall’ingresso riservato, Chanel consigliava appunto di presidiare direttamente i posti più prossimi al lato mare di modo da potersi far abbordare dagli avventori più facoltosi i quali, essendo altresì degli uomini, ci provavano con la prima che gli capitava davanti. La signorina Cazzaniga insegnava poi che una volta consumato l’eventuale rapporto con il pollo da spennare, la ragazza in questione dovesse quindi intraprendere una precisa narrazione cercando di convincerlo di essere una brava ragazza di sani principi la quale però si era fatta trascinare dall’alcol ed era pertanto finita a letto con lui. Ma siccome appunto si trattava di una ragazza integerrima, dal momento che egli se l’era fatta, doveva allo stesso modo farci una storia seria e convolare a nozze. Nella degenerata (ma allo stesso tempo molto probabile) eventualità che questi non accettasse l’evenienza di un matrimonio riparatore e la mandasse a fare in quel posto, avrebbe comunque potuto minacciarlo di querela facendo leva sul fatto che era sotto l’effetto dell’alcol – cosa che avrebbero potuto confermare le altre donne che la accompagnavano (in questo caso le altre studentesse della masterclass) – e dunque ricattarlo intimandogli che se non le avesse dato una certa somma lo avrebbe denunziato per stupro. Questo piano non era comunque fattibile laddove le studentesse della masterclass non fossero vestite in modo idoneo ad attirare la fugace attenzione maschile, e cioè in un modo che necessitava di essere provocante quantomeno quanto quello esibito dal dress code delle escort le quali, insieme ai pusher, ai PR e ai clochard, componevano la caratteristica fauna locale della vivace Playa d’en Bossa by night. Una volta abbordate dalle potenziali prede, il passo successivo sarebbe stato farsi offrire da bere, al fine di approfondirne la conoscenza e la componente patrimoniale e reddituale. Il piano in questione presupponeva altresì che gli uomini con i quali si sarebbero dovute confrontare fossero nelle condizioni psicofisiche idonee al fine di fare nuove conoscenze femminili. Ma nella maggior parte dei casi essi erano troppo ubriachi, drogati e con decine di ore di sonno arretrato per poter portare avanti qualsivoglia tipo di conoscenza che andasse oltre la semplice richiesta di una sveltina. E sempre che poi, conciati com’erano, fossero effettivamente in grado di fare qualcosa.
Un tipico esempio di average Ibiza guy fu raccontato da una di esse un giorno che, subito dopo colazione, alle 3 del pomeriggio si ritrovarono tutte quante nella hall dell’hotel per un briefing in cui illustrare le gesta e i progressi fatti la notte passata. A riguardo, la studentessa in questione, che la notte prima era stata a un fluo party, raccontò di aver conosciuto “Un bellissimo ragazzo alto e muscoloso, che si vedeva benissimo che aveva preso una vera cotta per me!”. “Ah, figo, cosa ti ha detto??” le chiese un’altra studentessa. “No, io non ci ho parlato con lui, però come dicevo si vedeva che era proprio innamoratissimo di me. Un vero colpo di fulmine, come in un film!”. “Scusa, ma se non ti ha detto niente, come fai a dire che si era innamorato di te?”. “Me l’ha fatto capire con lo sguardo. E poi anche con il linguaggio del corpo, perchè è venuto a ballare proprio davanti a me, a torso nudo, e ci provava pure con me, perchè per far vedere quanto era forte si è tolto lo starlight, il braccialetto con il fluo dentro, lo ha spaccato, poi con la siringa ha preso da lì il liquido fluorescente e se l’è sparato nelle vene!”. “Secondo me era un poveraccio che non aveva i soldi per l’eroina”. “Ma dovevate vedere quanto era figo! Era diventato tutto fluorescente pure lui! Perchè c’era il liquido del fluo nelle vene ed era fighissimo lui che ballava tutto colorato e fluorescente! Ci ho fatto anche il video per TikTok e ha raggiunto un botto di views! Tutto così cool, trendy e fashion!”. “Sì, ma anche cringe. E chissà se poi gli era venuta fluorescente anche la sb****”.
Dopo aver sentito questi discorsi, al cui confronto quelli sui cazzi degli altri (in tutti i sensi) fatti dalle protagoniste di Sex and the City sembravano pacate conversazioni tra suore laiche, la signorina Cazzaniga iniziò a temere che in un contesto simile si potessero conoscere – il che comunque era un parolone – giusto simili fenomeni da baraccone. Appurato dunque che la missione era più difficile di quanto immaginato, ritenne opportuno, e altresì doveroso, organizzare meglio le sue studentesse e suddividerle in 4 squadre: Alfa, Bravo, Charlie e Delta, sguinzagliate alla caccia di ricchi polli da spennare. Ma i risultati non furono proprio quelli sperati: infatti, una volta in discoteca, la squadra Alfa non ebbe altra bevanda offerta all’infuori dell’acqua fresca. E per giunta senza niente dentro. La squadra Bravo, invece, fece la conoscenza di due simpatici italiani i cui nomi erano Pio e Amedeo, ma questi – anzichè essere loro ad offrire alle signorine – da esse si fecero offrire sia da bere sia da mangiare, e non contenti di ciò le chiesero anche dei soldi in contanti per ulteriori spese. E di certo non andò meglio alle componenti della squadra Charlie, le quali ritennero opportuno dover fare il primo passo verso gli uomini, cercando di abbordarli dirigendosi incontro a loro alla stregua di tentatrici di Temptation Island, e con indosso il body dell’Ushuaïa con tanto di foto di David Guetta di 20 anni prima accompagnata dallo slogan F*** ME I’M FAMOUS. Alla loro vista, però, le potenziali prede si diedero alla fuga, avendole inavvertitamente scambiate per delle PR intenzionate a vendergli biglietti per il party di David Guetta, il cui modico costo ammontava a 110€ l’uno. Infine, la squadra Delta arrivò alla conclusione che si potessero trovare uomini in cerca di donne facili presso La Troya, come d’altra parte suggerisce il nome stesso. Una volta lì, però, le poverette appurarono con marcato disappunto che in realtà tale evento non si prestava, come da esse ipotizzato, a essere una sorta di trampolino di lancio per ogni aspirante Pretty Woman intenzionata a conoscere uomini facoltosi che dopo aver fatto i peggio porci diventano improvvisamente dei principi azzurri perdutamente innamorati della donna che fino a pochi attimi prima avevano trattato in modo più rude di una bambola gonfiabile, bensì si trattava di un party LGBTQIAP+ e gender fluid.
Deluse da siffatta razza di uomini, da esse definiti “stronzi, tirchi, sfigati” e, come se non bastasse, “pure gay”, le studentesse della prof.ssa Cazzaniga si trovarono non poco in difficoltà, iniziando a manifestare il loro disappunto anche alla stessa Chanel. “Non mi hanno offerto proprio nulla, niente di niente! Non hanno nemmeno tentato di portarmi a letto facendomi bere un cocktail con la droga dello stupro! Cosa dirò alle mie amiche quando tornerò in Italia!? Cosa scriverò nelle mie storie!? Che sono così brutta e sfigata che non ho trovato nemmeno un uomo che volesse abusare del mio corpo!?!” le chiese affranta una sua studentessa, mentre un’altra criticò addirittura la scelta di Ibiza come location per la masterclass: “Però si poteva pure scegliere un’altra destinazione per questa masterclass, santo Dio! Ci sono così tanti posti al mondo ove poter conoscere uomini ricchi...e lo dico io che ho viaggiato tanto! Non sono nemmeno passati 3 mesi da quando ero in Vietnam...”. “Peccato che poi però sei tornata in Italia” le rispose la prof.ssa Cazzaniga, la quale altresì aggiunse: “Potevi rimanere pure lì, che è pieno zeppo di miliardari! L’intera nazione avrà sì e no il PIL del primo municipio di Milano”. “Ma scusa, tu che ne sai di queste cose?! In viaggio dove sei stata in tutta la tua vita??” replicò la sua irriverente studentessa. “A Ibiza tantissime volte perchè è la mia meta preferita! Poi a Barcellona, Venezia, Roma, Fire...”. “Ma queste non sono mica mete impegnative come quelle che ho fatto io!”. “In realtà penso proprio che sia l’esatto contrario: io ad esempio non sono mai stata in estremo oriente – e a dire il vero non ne sento nemmeno l’esigenza dato che ci sono più cinesi, pakistani e similari in Italia che dalle loro parti – ma sono più che certa che sia di gran lunga più facile muoversi con il trasporto pubblico dell’avanzato e progredito stato del Vietnam che con i mezzi dell’ATAC”. Con un argomento così valido dalla sua parte, la prof.ssa Cazzaniga mise definitivamente a tacere la sua studentessa, ma rimase comunque il problema che ella, non essendo mai stata ad Ibiza, ignorava quali fossero i prezzi dei drink nei locali dell’isola, una volta appurato questo dettaglio economico ipotizzò che probabilmente erano i costi proibitivi, unitamente al fatto che a Ibiza ci sono tante belle ragazze quanti sono, ad esempio, i politici ladri in Italia, le ragioni per cui non era nè frequente nè scontato che gli uomini in vacanza sull’isola offrissero da bere alle sue studentesse. “Se fossi un uomo”, disse tra sè e sè, “Ammesso che un uomo sia in grado di compiere uno sforzo così immenso da riuscire a fare una qualche sorta di ragionamento...ma sì, voglio essere ottimista e pensare che in questo caso sia in grado di farlo! Ma solo perchè c’è di mezzo la figa. Dunque, a riguardo, perchè un uomo dovrebbe offrire a una sconosciuta un drink il cui costo equivale a quello di una escort cinese per la quale non serve nemmeno sostenere la spesa del preservativo, dato che questa lo ricicla pure? Forse avrei fatto meglio a dire al mio gruppo di farsi offrire non l’alcol, ma la droga, perchè mi pare che qui questa costi meno dei cocktail. Però, dai Chanel, dir loro queste cose forse può nuocere alla mia pubblica immagine. Tornando a prima, perchè un uomo dovrebbe pagare così tanto per non avere nemmeno la certezza di portarsi a letto una donna, ma solo una non quantificabile probabilità? Magari, se pensasse di avere una possibilità molto alta di potersela fare, allora potrebbe anche decidere di offrire qualcosa...o meglio, forse non servirebbe proprio! Se si nota che una donna già sta alticcia, allora un uomo sarebbe incentivato a provarci con lei sia perchè sarebbe più facile poterla avere sia perchè, se già ha bevuto, non c’è bisogno di offrirle dei cocktail! Dovrei proprio farle bere...non in discoteca, però, perchè costa troppo. Magari nel pomeriggio, quando si svegliano, potrei portarle a comprare dell’alcol a buon mercato al discount, per poi berlo la sera prima di andare in discoteca”. La prof.ssa Chanel rincuorò dunque le sue studentesse, dicendo che l’indomani sarebbero andate a comprare da bere – ovviamente a spese loro, dato che non erano state in grado di farselo offrire – per poi poter brindare, in spiaggia, alle innumerevoli e meravigliose conquiste che prima o (molto più probabilmente) poi avrebbero sicuramente (?) fatto.
Fu così che il giorno seguente, subito dopo la sveglia, alle 3 di pomeriggio si recarono al Lidl di San Antonio – un punto vendita di gran lunga più economico rispetto a qualsiasi esercizio commerciale di Playa d’en Bossa, ove esse alloggiavano – per fare una spesa di alcolici e superalcolici seconda, forse, solo a quella delle orde di inglesi i quali, facendo rimpiangere l’epoca del proibizionismo, terrorizzavano gli sventurati residenti a qualunque ora del giorno e della notte. Subito dopo si recarono sulla spiaggia di San Antonio a bere e a urlare allegramente, molestando altresì qualsiasi essere vivente in possesso di organo fallico passasse nelle loro vicinanze, comprese le drag queen che facevano animazione nei locali. Dopodichè, avendo malauguratamente finito da bere, l’allegra comitiva iniziò una via crucis per tutti i bar di San Antonio, e a ogni fermata della stessa – come si può intuire – si fermarono a bere qualcosa. Ovviamente tutti sobri ed eleganti cocktail da “signore” quali esse erano (?), come El Diablo, Destroyer, AK-47, B-52, Suffering Bastard e Irish Car Bomb. Scoccata l’ora di andare in discoteca, non vennero però fatte entrare in quella principale di San Antonio, dato che erano visibilmente ubriache; ripiegarono così in quella accanto, i cui buttafuori – forse fin troppo ottimisti – decisero di farle entrare perchè tanto era mezza vuota (come quasi tutte le altre notti, d’altronde) e quindi non avrebbero potuto causare problemi più di tanto. O almeno così immaginavano. La prof.ssa Cazzaniga si sentì altresì soddisfatta per l’essere riuscita quantomeno a far entrare le sue studentesse all’interno di una discoteca – nonostante questa non fosse assolutamente destinata a una clientela altolocata – e a farle partecipare alla Fiesta del Agua che vi si teneva in quell’occasione, con tanto di pista da ballo tramutata in piscina improvvisata, alla stregua di un pool party povero. D’altra parte era pur sempre un evento in cui si sperava avrebbero finalmente potuto bere della semplice acqua fresca e nulla di più...ma fu proprio questo nulla di più che scontentò alcune sue studentesse le quali evidentemente, giacchè erano in una discoteca di Ibiza, si aspettavano qualcosa di più da (o meglio, dentro) quest’acqua. E giustamente, la loro perspicace prof le rispose facendole notare che, alla luce del basso prezzo pagato per entrare, non potesse assolutamente esserci altro nell’acqua, a meno che a qualche pusher o suo cliente non cadessero inavvertitamente delle pasticche là dentro, cosa comunque assolutamente impensabile. Ebbene, quella notte nessuno dei presenti avrebbe mai immaginato che di lì a poco quello che era il Paradis sarebbe diventato l’infierno, giacchè, dopo tutto quello che aveva bevuto, il gruppo di Chanel non riuscì a trattenersi e la festa dell’acqua si tramutò presto in festa del vomito. Fu così che, nella ressa per fuggire dalla pista d’acqua ridotta in cloaca, a qualche sventurato avventore caddero inavvertitamente delle pasticche di MD nell’acqua. Vista la situazione, Chanel chiese ai buttafuori di far aprire quantomeno uno scarico al centro della pista per cercare di separare l’acqua ancora relativamente pulita da quella sporca, di modo che – al pari di Mosè – potesse camminare tra le acque, per poi riacciuffare le sue studentesse e portarle a fare la nanna, giacchè i buttafuori stessi si rifiutavano di cacciarle temendo di sporcarsi col vomito. Una volta uscite dalla discoteca che si era autoproclamata “il club più bello del mondo”, ma che dopo quella notte era diventato il club più brutto dell’universo, tornate a Playa d’en Bossa più o meno ubriache, più o meno fatte e più o meno fuori dalla grazia di Dio, le studentesse della prof.ssa Cazzaniga se la presero con i clochard rei di vivere nell’indigenza e di non poterle pertanto offrire e regalare alcunchè. “Pezzenti di merda! Ficcatevi l’elemosina nel c***! É una vergogna che delle belle ragazze di classe come noi dobbiamo vedere in giro degli straccioni come voi e respirare la vostra stessa aria!” gli inveirono le studentesse di Chanel, argomentando che “Peggio di un uomo c’è solo un uomo povero!”. Dal canto loro, i clochard non presero però molto male queste offese, dal momento che l’essere venuti a conoscenza dell’esistenza di esseri umani – per giunta di sesso femminile – ridotti così da schifo, si rallegrarono all’idea che sulla faccia della terra potessero esserci persone messe anche peggio di loro. Passato qualche minuto da questa scenata, le studentesse della prof.ssa Cazzaniga, evidentemente irate alla vista del fatto che degli uomini scellerati avessero preferito abbordare le escort sul ciglio della strada piuttosto che loro, approfittando altresì della strutturale assenza di forze dell’ordine, pensarono bene di rivolgerle anche loro la parola, dicendo cose del tipo: “Troie! Puttane!! Vi puzza la f**a!! Fate schifo peggio della merda!!! Vi si in******[CENSURA] pure i pakistani! Dovete annegare nella sb****[ALTRA CENSURA]!” e altre ancora, anche più gravi (?), per poi passare dalla rissa verbale a quella fisica, ripresa e quindi postata online anche dai passanti che si trovavano lì in quel momento. In breve tempo il video – contenente il tag di Chanel e l’hashtag #ibizamasterclass – divenne virale su TikTok e Instagram, essendo stato altresì riproposto anche da un seguitissimo account specializzato in contenuti trash. Insomma, la masterclass di Chanel diventò in poco tempo addirittura virale sui social al punto da essere anche citata dai mass media, dato appunto il risalto mediatico che aveva avuto l’incontro – sfociato nell’increscioso episodio sopra descritto – con l’allegra fauna del luogo. Considerato, comunque, che le sue studentesse vennero poi denunciate solo a piede libero, la prof.ssa Cazzaniga arrivò alla conclusione che non fosse più il caso di continuare a portarle a conoscere uomini in discoteca; pertanto decise che si sarebbero potute recare all’hippy market dell’isola, confidando altresì nella possibile presenza di qualche uomo facoltoso in detto luogo, magari recatosi lì anche solo per acquistare qualche simpatico funghetto da consumare in allegra compagnia.  Una volta giunta all’hippy market con le sue studentesse, la prof.ssa Cazzaniga constatò – con non poco entusiasmo – che la sua classe era stata subito abbordata da un gruppo di hippy, e addirittura tutti di sesso maschile se si fanno ricadere in tale categoria anche i trans. Essendo poi le 3 di pomeriggio passate, ritennero tutt* che fosse oramai giunto il momento di pranzare, e pertanto Chanel e il suo seguito furono invitate dagli hippy appena conosciuti a mangiare una pizza in compagnia in un localino molto ricercato, raffinato e romantico lì accanto, ovvero un kebab-pizzeria gestito da nordafricani. Certo, nonostante Chanel e le sue studentesse fossero partite con l’aspettativa di farsi offrire cene di lusso in locali esclusivi – con tanto di ostriche e Moët & Chandon – da multimilionari, si dovettero infine accontentare di farsi offrire una pizza in un chiosco di extracomunitari. Le sue studentesse, comunque, gradirono molto il pranzo, e le più ardite assaggiarono anche la specialità che le avevano offerto gli hippy: la pizza ai funghi. Non essendoci però alcunchè di instagrammabile degno di poter essere postato da una influencer di alto livello come lei, Chanel fu la prima ad alzarsi dal tavolo e con la scusa di andare al bagno si fece un giro per l’hippy market tanto per fare qualche storia degna di essere postata sul suo account. Dopo aver immortalato un po’ di ninnoli qua e là tra le bancarelle, ella non potè non notare, tra tante variopinte paccottiglie, anche un’immagine molto familiare per lei: trattavasi infatti del volto del diavolo, affisso su una sorta di altarino e coperto da una piccola tensostruttura. E attorno ad esso vi erano hippy che incitavano all’adorazione del maligno e che distribuivano relativi flyer con uno zelo secondo solo ai testimoni di geova. In un primo momento Chanel li scambiò per PR intenti a pubblicizzare un qualche party per mezzo di questa messa in scena, ma poi le venne spiegato da un trio di ragazze hippy italiane ivi presenti che trattavasi di un vero e proprio culto, e che l’immagine esposta bene in evidenza non era la locandina di una serata, bensì un’immagine acheropita del diavolo, recentemente portata a Ibiza da un hippy il quale, molto onestamente, confessò di non ricordare assolutamente il modo in cui ne entrò in possesso in quanto era troppo drogato per potersene rendere conto. Fatta analizzare dall’università locale, venne accertata la natura acheropita dell’immagine, al pari della Sindone di Torino o del Volto Santo di Manoppello, e pertanto venne da quel momento in poi adorata dalla comunità di satanisti hippy di Ibiza. “È molto instagrammabile” commentò una delle hippy con cui Chanel aveva oramai fatto amicizia. “All’università hanno detto che non può essere stata fatta dalla mano dell’uomo perchè è realizzata su fibra di bisso marino e non esiste nessuna persona che è in grado di dipingerla...” commentò un’altra delle tre hippy. “Sì, infatti ChatGPT ha detto che forse si tratta di un fenomeno fisico ancora non del tutto accertato, per cui il volto del diavolo è rimasto impresso sulla tela” commentò la terza. E mentre le tre hippy erano immerse nella disquisizione inerente la tela demoniaca acheropita, a Chanel parve che la stessa prendesse vita e fosse animata al pari delle immagini animate dall’intelligenza artificiale, tant’è che iniziò anche a parlar(l)e: “Chanel, stai peccando di hybris*! Sei diventata troppo piena di te e ti stai scordando che la fama e la ricchezza che stanno accompagnando la tua vita dipendono solo da me. Però non sei stata per niente riconoscente nei miei confronti: sei venuta a trovarmi solo adesso che il tuo soggiorno a Ibiza è quasi terminato e non hai portato nemmeno un dono in mio tributo!”. “Un dono?? Come sarebbe a dire!? Sono gli uomini che devono fare i regali alle donne...altrimenti che esistono a fare!?! E poi non mi va bene per niente questo fatto che devi dirmi quello che devo fare! È una cosa così scostumata, irrispettosa, maschilista, misogina e patriarcale!”. “A quanto pare, Chanel, continui a macchiarti di hybris anche adesso, perfino al mio cospetto!” le rispose il diavolo, che poi la ammonì: “Ricordati: se io ti ho dato fama e ricchezza, allora me le posso anche riprendere!”. “Tesoro, non so quanti soldi hai, ma di follower di sicuro ne ho più io di te, e poi peggio per te se come tanti altri uomini hai paura delle donne indipendenti che sanno quello che vogliono, lo sanno ottenere e sono in grado di realizzarsi e pure di vivere una vita come vo...”. “Scusa, ma ti senti bene??” le domandò una delle hippy. “Ah, sì, certo, sto benissimo! Stavo solo rispondendo a quello stronzo del diavolo, che mi stava mancando di rispetto con i suoi discorsi misogini, maschilisti e patriarcali!” le rispose Chanel. “Mitico! Anche la nostra nuova amica fuma ganjaaaaaaa!” commentò la seconda hippy, dando per scontato che la prof.ssa Cazzaniga, essendosi recata presso l’hippy market di Ibiza, avesse sicuramente acquistato e consumato dell’erba. Che quindi l’aveva portata ad avere allucinazioni e a interagire con esse. “Ma...ma non vi capita pure a voi di vedere quella immagine del diavolo che qualche volta prende vita, apre la bocca e parla?? O comunque che fa cose??”. “Certo!” le rispose la prima hippy, “Una volta io ho visto che apriva la bocca e iniziava a cantare tutta la discografia di Marilyn Manson!”. A quel punto intervenne pure la seconda hippy, desiderosa di condividere anche la sua esperienza: “Invece a me proprio l’altro giorno è capitato che ha aperto la bocca, poi mi ha tolto il cannone che avevo io in bocca, e se l’è fumato tutto lui!”. Infine la terza hippy confessò che: “Una volta è capitato pure a me! Allora, il diavolo a un certo punto ha aperto la bocca, poi ha cacciato la lingua e...me l’ha ficcata nella f***!”. “Bè, a quanto pare è proprio vero il detto porco demonio!” commentò Chanel. Fatta, oramai, definitivamente amicizia con le tre hippy, la prof.ssa Cazzaniga le invitò a conoscere anche le sue studentesse, e pertanto seguirono la scia del tanfo di kebab per tornare ove era rimasta la sua classe. Con sua somma sorpresa però trovò uno degli hippy precedentemente conosciuti steso a terra e medicato da paramedici. Le sue studentesse le spiegarono prontamente che una di loro era stata abbordata da tale sventurato hippy, il quale le aveva prima offerto la pizza ai funghi e poi le aveva anche offerto il suo “salsiccione”. Ella, probabilmente perchè di funghi ne aveva mangiati anche più di Mario Bros, dopo aver accettato detto salsiccione, lo prese in mano, lo portò avidamente alla bocca e...lo morse alla stregua di Mike Tyson con l’orecchio di Evander Holyfield. “Mi hanno spiegato poi che si trattava di un cazzo” raccontò la responsabile di tale inaudito gesto, “Ma cazzo, come cazzo si fa a capire che una salsiccia è in realtà un cazzo?!? Cioè, cazzo, io volevo la pizza funghi e salsiccia, lui me l’aveva ordinata solo con i funghi, cazzo, perchè mi ha detto hey baby, te lo dò io un grande salsiccione, e poi quando alla fine è arrivato è venuto fuori che era un cazzo, cazzo!”. “Ma almeno è stato di tuo gradimento?” le chiese, incuriosita, una delle hippy conosciute poco prima da Chanel. “Cazzo, no! Più che salsiccione era un mini würstel da aperitivo. Giusto un antipastino-ino-ino!”. “Cazzo di discorsi sono queste cazzate sui cazzi degli altri che non fanno altro che farmi incazzare, cazzo!?” chiese la prof.ssa Cazzaniga, la quale aveva d’altro canto imparato molto dalle sue alunne, soprattutto a livello di linguaggio. Ma anche le sue studentesse, almeno qualcosa, l’avevano pur sempre imparata dalla loro fantastica docente. Infatti, allorchè arrivarono le forze dell’ordine, tutta la classe raccontò che la Mike Tyson del gruppo in realtà era una povera ragazza vittima di un vile tentativo di stupro: infatti, a loro dire, l’hippy millantatore di salsiccioni avrebbe di proposito offerto i funghi allucinogeni alla malcapitata, per poi poter abusare del suo corpo, iniziando dalla sua innocente boccuccia, e il morso infertogli era da interpretare solo ed esclusivamente come un atto di difesa da tale tentativo di stupro. L’hippy, oramai eunuco, venne così anche denunciato per tentativo di stupro e portato via da ambulanza e forze dell’ordine, mentre l’azzannatrice lo salutò dicendogli: “E comunque non ti cambia un cazzo di niente, che prima nemmeno c’era un cazzo da vedere!”. Dopodichè Chanel radunò le sue alunne e ritenne auspicabile portarle a un pool party sì, ma in un hotel con piscina senza obbligo di bagnino, ovvero avente una profondità così limitata da rendere impossibile qualsiasi possibilità di annegamento. Ella si accertò altresì che fosse disponibile anche un buffet a bordo piscina affinchè, laddove avessero vomitato, avrebbe potuto pur sempre imputare il vomito alle pietanze consumate in hotel, di modo da far ricadere la responsabilità sull’albergatore e puntando così a non pagare nemmeno quanto consumato. In tal frangente la prof.ssa Cazzaniga, complice l’alcol, si rese partecipe anche dell’animazione del pool party, invitando le sue allieve a scatenarsi e, allorchè il dj suonò Jump, le incitò altresì a saltare “Come delle Blackpink cocainomaniiiiiiiii!!!” e, saltando tutte insieme appassionatamente con i cocktail in mano, fecero così la doccia agli altri avventori ivi presenti. Intanto, mentre la maggior parte del gruppo era impegnata a far festa (e a rovinare quella degli altri), le più audaci e maliziose allieve di Chanel ritennero quantomeno doveroso, in un contesto informale e festoso, dimostrare di non avere nulla da invidiare agli uomini e, anzi, di poter fare tutto ciò che un uomo, nel bene e nel male, farebbe in una situazione del genere. Pertanto, fingendosi delle ricche ereditiere in vacanza a Ibiza con i soldi di papà, offrirono da bere a degli inglesi un po’ alticci che si trovavano a bordo piscina a esibire i loro corpi sormontati da tatuaggi improponibili in pandan con scottature color aragosta. L’unica “dimenticanza” fu però quella di comunicargli di aver messo la droga dello stupro nei cocktail che gli avevano offerto. Avendo appurato che essi alloggiavano proprio in quell’hotel, gli fecero altresì credere di aver ceduto al loro immenso fascino (?) e si fecero così accompagnare nelle loro camere per poter divertirsi un po’. E infatti le studentesse di Chanel si divertirono alla grande con i poveri inglesi drogati, ubriachi e ustionati. Innanzitutto li legarono al letto e poi, filmandoli, li frustarono con le loro stesse cinture sul corpo ustionato, poi gli tolsero il costume e li penetrarono con dei sex toys vibranti che si erano portate con sè e senza nemmeno il lubrificante. Infine li truccarono mettendogli mascara e rossetto – che giustamente si abbinava alle scottature dello stesso colore – e prima di andarsene gli fregarono contanti, carte di pagamento, alcol, sigarette e pure altre sostanze non di libera vendita. Ovviamente questi video, una volta caricati sui social con relativi dettagli non a caso pixelati, divennero anch’essi in poco tempo virali, ed essendo altresì accompagnati dal tag della prof.ssa Cazzaniga e dall’hashtag #ibizamasterclass, fornirono una visibilità a dir poco enorme a Chanel. D’altra parte, mano a mano che i giorni passavano, la notorietà della signorina Cazzaniga aumentava a dismisura, tant’è che riuscì addirittura nella titanica impresa di ottenere anche più follower della coniglietta influencer Polly. A Chanel pareva sempre più di vivere in un sogno. O meglio, le pareva che il suo sogno si fosse avverato, poichè era DIVENTATA RICCA E FAMOSA!!!!!!!!!! La fama e la ricchezza – da ella considerate i driver del cambiamento socio-economico il cui raggiungimento era altresì di vitale importanza per il suo ego – erano state finalmente raggiunte e le avevano fatto da vero e proprio ascensore sociale. D’altra parte, in una società e in una nazione in cui il peso dell’istruzione e della cultura è sempre minore, cos’altro può fungere da ascensore sociale se non l’arricchimento e la notorietà? Questo è l’ascensore di quelli che “ce la fanno” oggi, che ha portato Chanel dai sotterranei della vita da giovane dipendente precaria, sfruttata, sottopagata e con zero possibilità di avanzamento in carriera, ai piani alti della condizione di celebrità, superando così quelli di mezzo abitati dalla banale e anonima borghesia. E fu proprio ai piani alti della società che Chanel potè vivere innumerevoli soddisfazioni a livello sociale e interpersonale: non passava giorno che non ricevesse in chat o tramite commenti sui social dei ringraziamenti da parte delle tante “amiche” alle quali aveva definitivamente cambiato la vita. “Pensavo di non avere chance con gli uomini, che mi hanno sempre utilizzata e presa in giro, ma da quando ho utilizzato il metodo di Chanel sono riuscita a essere io quella che li prendeva in giro e li utilizzava, e ho finalmente coronato il mio sogno di non lavorare più e farmi mantenere da un uomo ricco!”, “Prima stavo notte e giorno a studiare per la laurea. Non mi si cagava nessun ragazzo! Ero una secchiona sfigata senza nemmeno un migliaio di follower su IG. Ero disperata!! Poi però grazie a Chanel ho riscoperto la mia femminilità e sono diventata una vera bambola in grado di far perdere la testa a qualsiasi ragazzo, anche a quelli fidanzati, che ora mi riempiono di regali e attenzioni!” e tanti altri commenti di questo tipo erano all’ordine del giorno sui social network della signorina Cazzaniga. Finchè però non accadde qualcosa che ella non avrebbe mai immaginato le potesse accadere.....

Il resto dell'esilarante racconto di Chanel nel divertentissimo libro satirico e umoristico La Fama e la Ricchezza di Eugenio Flajani Galli.

Dott. Eugenio Flajani Galli © RIPRODUZIONE RISERVATA

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NOTA: il presente racconto è di fantasia. Qualsiasi riferimento a persone, cose, luoghi ed eventi è puramente casuale. Data la natura satirica del presente racconto, il relativo contenuto è da ritenersi come di puro intrattenimento e non intende denigrare, diffamare e/o offendere alcuna persona, organizzazione, istituzione, azienda o movimento o partito politico. Nessun hippy e nessun inglese sono stati maltrattati nella stesura del presente racconto.

*dal greco antico ?????, cioè un orgoglio eccessivo, una grande superbia, che può anche attirare l’ira delle stesse divinità. Nella letteratura greca è presente principalmente nelle tragedie di Euripide, Eschilo e Sofocle, così come nell’Odissea e nell’Iliade. In filosofia è stata altresì descritta da Platone.

Ibiza Masterclass (versione estesa) testo di Torquemada
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